Il tesoro è qua, e aspetta occhi curiosi, svegli, audaci e cuori che sappiano riconoscere quel bisogno di infinito che punge nel profondo, improvviso e caldo, come una gioia inaspettata. Scava, cerca, lasciati sorprendere.
Antoine de Saint Exupery scriveva:
«Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti, impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito».
Forse il fine ultimo, l’obiettivo preciso della venuta di Gesù è stato proprio questo risvegliare in noi la nostalgia, del mare grande, del suo profumo, di quell’infinito che ci portiamo dentro, che è come voce che chiama da lontano.
Sboccia così, all’improvviso, una nostalgia che è ricordo di casa, di un regno a cui apparteniamo. Il Suo piccolo, vicino e nascosto regno. «Le nostalgie sono racchiuse in me come bolle d’aria nel pane» (Yeuda Amichai )

"Ogni notte Dio mostra la sua
splendida mercanzia davanti al negozio:
sacri carri, tavole della legge, pietre
preziose, croci e campane
poi li ripone in scatole buie
e abbassa le saracinesche:
Anche oggi
nessun profeta è venuto a comprare qualcosa”.


