IO VOGLIO IMMAGINARLO FELICE IL MIO AMICO, MENTRE E’ IN VIAGGIO NELLE TERRE DI GIORDANIA ED ISRAELE, I SUOI LUOGHI DEL CUORE, MAGARI FIERO, IN SELLA ALLA MOTO GUZZI CHE GLI HANNO REGALATO TANTI ANNI FA, E ALLOGGIARE DA TUTTI GLI AMICI CHE LO HANNO CONOSCIUTO E IMPARATO AD AMARE IN GIRO PER IL MONDO IN TUTTI QUESTI ANNI.ME LO IMMAGINO CHE GUARDA IL TRAMONTO SUL MONTE NEBO, CON IL SUO AMICO DON MARCELLO, MAGARI CON UN BEL BICCHIERE DI BUON VINO IN MANO, SEMPLICE ED ELEGANTE COME SOLO LUI SAPEVA ESSERE, A RACCONTARE DEI SUOI VIAGGI E TUTTI QUELLI CHE INTRAPRENDERA’.
TU, LINO, PROFONDO, PURO, TALVOLTA TESTONE, E CARISMATICO AMICO.
SARAI SEMPRE CON NOI, BUON VIAGGIO!
Mi ricordo quando, qualche anno fa, per la prima volta sono venuta a messa in San Carlo. Erano anni che non andavo a messa e non avevo granché voglia di tornarci, ma mi avevano detto che le tue messe erano particolari. Pian piano mi hai fatto (ri)scoprire la bellezza dello stare in chiesa. Chiesa intesa come comunità, seconda famiglia, relazione.Mi ricordo quando chiudevo gli occhi cantando l'Ave Maria di Sequeri, che spesso chiudeva le tue messe, e mi emozionavo, mi sentivo davvero appartenere a quella comunità. Mi hai fatto capire la bellezza di ricevere la comunione, e l'ho desiderato cosí tanto, ma senza mai bramarlo, bensì solo sapendo aspettare. Mi ricordo quando alla fine di una messa, mi sono avvicinata a te, non senza un po' di timore, e ti ho chiesto il Battesimo. Hai allargato le braccia e hai sorriso senza dire nulla.
Continua...
Lo ricordo come fosse ieri. Come sempre, non sapevi tenere i segreti, e quindi quasi ogni messa ricordavi che c'era una "professoressa ventisettenne" che si sarebbe battezzata.Mi hai accolto, mi hai spiegato, mi hai seguito, mi hai ascoltato, non mi hai giudicato. Mi hai accompagnato al mio primo sacramento da adulta, mi hai insegnato a diventare cristiana, a modo tuo, e che bel che l'era. Come piaceva a te, ogni tanto inserire qualche frase in dialetto durante le tue celebrazioni. Ricordo le tue parole, quando mi hai spiegato il segno della croce: "Nel nome dell'amante, dell'amato e dell'amore". Era bello, con te. Mi facevi capire le cose.Avrei voluto venire ad un'ultima tua messa, ancora una. Avrei voluto scrivertele queste parole, ma ho aspettato troppo e ora vorrei solo tornare indietro per poterlo fare.
Ciao Don.
17 aprile 2026: il giorno della morte di mio marito Armando schiacciato da una quercia che gli ha spaccato il cuore. Il giorno dopo ti ho chiamato non sapendo che eri in Marocco e mi hai risposto; ti ho dato la notizia e non sentendo più nulla stavo chiudendo ma poi la tua voce: " Lorenza, te m'hai dit na roba che m'ha mes per terra, scuseme, ades no ghe la fago. Te ciamo stasera". Ci siamo risentiti e hai voluto sapere tutto e alla fine hai detto:" tira de lonc con el funeral..devo esser mi a celebrarlo." Sono riuscita a spostare il funerale al martedì successivo e ti ho chiesto di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio come solo tu sapevi fare. E così è stato.Solo un vero amico avrebbe potuto parlare di lui come hai fatto tu e le tue parole non saranno dimenticate. Nei giorni seguenti sei stato presente, mi hai sostenuto e tenuto per mano incoraggiandomi a non lasciarmi andare al dolore e a reagire, mi hai anche sgridato, e li ho capito che mi volevi lo stesso bene che provavi per Armando che ricambiava con affetto. Poi la batosta come un fulmine a ciel sereno: eri volato via anche tu e mi sono sentita più di sola di prima, ma forte della mia fede mi ha fatto bene pensare e credere che eravate insieme a parlare di battute di caccia e sentieri da percorrere, che stavate pregando per me..
Caro Don, sei stato un sacerdote ma prima di tutto un uomo, unico e irripetibile e non sarai mai dimenticato,su questo ci puoi contare.
Grazie per esserci sempre stato. Ciao Don. Lorenza.





