GRAZIE PIETRO
Pochi passi e le cose si complicano: sofferenza, rifiuto, morte, resurrezione? Ma di che parla? Di chi parla? Qua sta sbagliando, non è possibile, ora glielo dico che il Messia non può essere così debole, che non può mica morire come tutti, anzi peggio di tutti: ora glielo spiego io come si fa il Cristo.
Grazie Pietro, che ti sei preso una bella lavata di capo per noi che pretendiamo di sapere meglio di Dio com’è fatto Dio e quale è la strada per raggiungerLo, che esigiamo un Dio fatto a nostra immagine e che pensi i nostri stessi pensieri, piccoli, soffocati, ristretti.
Il rischio per tutti noi è di credere in un Dio a metà, parziale, fin dove mi fa comodo, insomma teorico; ma Gesù ce lo spiega bene: è la vita che va messa in gioco, tutta la vita, fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo sogno.
«Chi sono io per te? E fin dove sei disposto a seguirmi? Ti sorprenderò ancora, ti sorprenderò sempre: ti sembrerà di perdere, ma scoppierai di gioia quando troverai il centuplo; potrà sembrarti di morire, ma con me è sempre e solo vita, vera, piena».
E allora grazie Pietro che oggi ci ricordi di perderci nella nostalgia di un Dio che ama fino alla fine, di seguirlo ad occhi chiusi: ci sembrerà buio ma, questo Dio dei paradossi, farà risplendere ogni cosa.


