Quando il buio è troppo fitto, quando le strade davanti non danno nessuna indicazione, quando dentro di noi bruciano solo confusione e disorientamento, nasce una domanda quasi infantile:
«Cosa devo fare?»
A chi dar retta?
A cosa dare la precedenza o la priorità?
Così deve essere accaduto per quel pugno di folla che seguiva il Battista e ora lì, sperduti e un po’ confusi a chiedere il da farsi. Lui, il Battista, lo aveva gridato a tutti che bisognava raddrizzare i sentieri perché il Signore stava arrivando, ma come si fa a riempire i burroni e ad abbassare le montagne?
Questo vogliono sapere quei rappresentanti di tutti noi e meravigliosamente semplici sono le risposte di Giovanni: basta un pezzo di pane, uno straccio di vestito, un poco di onestà, il rispetto dei corpi e dei beni degli altri. Cose di tutti i giorni, niente di straordinario.
Ma è come se dicesse: sei tu che devi cambiare, allarga il tuo cuore, sveglia i tuoi occhi, guarda chi ti circonda con un poco più di affetto; solo così prepari la strada a Dio, solo con un pizzico di amore in più nelle cose che fai.
Nelle cose di tutti i giorni. “Non lasciarti cadere le braccia” abbiamo ascoltato nella prima lettura del profeta Sofonia, non ti vengono chieste cose straordinarie per andare incontro al Dio che viene, l’importante è il “come” le fai, quanta vita tua ci metti dentro.
È un Dio concreto Gesù, fatto di sguardi e cammino, di gambe, di mani, di cuore, di occhi. Di braccia alzate.
“E sarà un brivido allora riconoscere lo sguardo di Dio nello sguardo dell’altro,
intrecciare la tua mano che tende un pezzo di pane con la mano di Dio,
rendere all’altro un grammo di giustizia da parte di Dio”.


