Gaza, i medici di MEDICI SENZA FRONTIERE:
ecco come si muore di fame, questo strazio deve finire
La testimonianza di un responsabile di Medici Senza Frontiere che opera nella Striscia sulle condizioni inumane in cui versano bambini, donne e anziani: è una lenta distruzione della dignità, anche noi operatori mangiamo ogni due giorni perché semplicemente non c'è più cibo da comprare.
Così la fame distrugge il corpo di un essere umano:
"Nelle prime 6-24 ore, il livello di zucchero nel sangue cala.
Il corpo brucia il glicogeno immagazzinato per sopravvivere.
Da 1 a 3 giorni, il glicogeno è esaurito e il grasso viene trasformato in chetoni per alimentare il cervello.
Il corpo entra in quello che chiamiamo 'modalità di sopravvivenza'.
Entro 3-5 giorni, i muscoli iniziano a deteriorarsi.
Il corpo sacrifica i propri tessuti, persino il cuore, solo per sopravvivere.
È a questo punto che i bambini smettono di piangere".
A parlare è il dottor Mohammed Abu Mughaisib, vicecoordinatore medico di MSF a Gaza.
È magro il dottor Mughaisib, gli occhi scavati dalla stanchezza, e fa fatica a parlare perché la fame, spiega, sta colpendo anche il personale umanitario.
“Negli ultimi mesi sono sopravvissuto con un solo pasto al giorno.
E negli ultimi giorni ho mangiato solo una volta ogni due giorni, non perché non potessi permettermelo, ma perché non c'è nulla da comprare e i mercati sono completamente vuoti.
E non sono l'unico.
Ci prendiamo cura di pazienti che stanno morendo di fame mentre noi stessi stiamo iniziando a soffrire la fame”.
Anche gli autisti delle ambulanze che trasportano i feriti e i pazienti stanno morendo di fame.


