Il testamento di Al-Sharif, il reporter di al Jazeera ucciso da Israele: “Vi affido la Palestina, il battito cardiaco di chi è libero in questo mondo”

"Se leggete queste parole, vuole dire che mi hanno messo a tacere". Il messaggio del giornalista, scritto a giugno, è stato pubblicato su X da un suo amico: "Ho profuso tutte le mie energie e le mie forze per essere un sostegno e una voce per il mio popolo".
“Vi affido la Palestina – prosegue -, il battito cardiaco di ogni persona libera in questo mondo.
Vi affido il suo popolo e i suoi giovani bambini oppressi, che non hanno vissuto abbastanza a lungo per sognare e vivere in sicurezza e pace.
I loro corpi puri sono stati schiacciati da migliaia di tonnellate di bombe e missili israeliani, fatti a pezzi, e i loro resti sparsi sui muri.
Vi prego di non essere ridotti al silenzio dalle restrizioni, né a essere paralizzati dai confini.
Siate ponti verso la liberazione del Paese e del suo popolo”.
L’ultima parte del messaggio di Al-Sharif è dedicato alla sua famiglia:
“Vi affido la mia famiglia, la pupilla dei miei occhi, la mia amata figlia Sham, che non ho mai avuto l’opportunità di vedere crescere come sognavo.
Vi affido il mio caro figlio Salah, per il quale ho desiderato essere un sostegno e un compagno finché non sarebbe diventato forte.
Vi affido la mia amata madre, grazie alle cui preghiere sono arrivato fin qui, sono state la mia fortezza e la luce che ha illuminato il mio cammino.
Vi affido anche la mia compagna di una vita, la mia amata moglie, Umm Salah Bayan. La guerra ci ha separato per molti giorni e mesi, eppure è rimasta salda come un tronco d’ulivo che non si piega, paziente e contenta”.
E infine: “Se dovessi morire, morirò saldo nei miei principi. Non dimenticate Gaza”.


