
Dopo la Natività di Gesù, nelle parole del "vangelo della festa della Sacra Famiglia" non c’è traccia di un presepe con luci e fili d’argento, ma troviamo piuttosto una storia di paura, di fatica, di minacce e anche di tanto amore.
Una storia che ben ci fa capire chi è il Dio che tentiamo di seguire: un Dio che, appena sceso dal suo cielo, ha a che fare con l’esilio, la precarietà, lo scappare davanti ad un pericolo.
Così comincia la storia di Gesù, con la notte, la fretta, la polvere della strada, quell’ansia di doversi mettere in salvo, quell’angoscia di sentir messa in pericolo la vita.
E Giuseppe, Maria e il neonato Gesù diventano l’icona di ogni famiglia che lotta per proteggere la vita da ogni minaccia.
Sì, è difficile scorgere Dio quando la tua storia ti mette addosso la paura, l’incertezza, il buio. Difficile pensare che Lui è con noi: è l’Emmanuele.
Difficile soprattutto accettare che tocca a noi difendere quel Dio.
Sembra di risentire le parole di Etty Hillesum. … «Ahimè, non sembra che Tu possa fare molto per le nostre circostanze, per le nostre vite. Neppure Ti ritengo responsabile. Tu non puoi aiutarci, ma noi dobbiamo aiutare Te e difendere la Tua dimora dentro di noi fino all’ultimo».
Questo domanda la fede: non capire tutto, ma alzarsi e partire, diventare migranti per salvare Dio.
Può sembrare uno scandalo, può sembrare il rovesciamento delle nostre logiche di forza, di potere, di successo, ma forse è questo il vero volto di Dio: un Dio che non sta fermo nei templi che gli abbiamo costruito, ma cammina con chi fugge, con chi dorme nelle tende o piange accanto alle macerie di una casa, o di una vita.
È un Dio che non siede sui troni, ma è sulla strada e si nasconde tra le valigie, nei corridoi delle stazioni, tra le assi di un barcone, nei visi stanchi di chi non ha più casa. Un Dio insomma che è in tutti quei luoghi dove la vita si rifugia per non spegnersi.
La fede non è certezza, ma coraggio e il Vangelo non ci chiede di essere eroi, piuttosto dei viandanti, piccole persone che non si arrendono e custodiscono il bene anche quando sembra inutile.
Forse la fede, oggi, è solo questo: continuare ad amare, anche quando è scomodo, anche quando non conviene, anche quando fa male.
E’ lì che la vita diventa sacra.



