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«Il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire»:
amo questo verso di Battiato e mi sembra che, oggi, proprio di questo parli il vangelo.
Noi, che siamo così bravi a separare le albe dai tramonti, la luce dalle ombre, la morte dalla vita, il grano dalla zizzania, dobbiamo imparare la difficile arte della pazienza, dell’attesa, del guardare il futuro.
Imparare a restare nel momento in cui la notte sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato. Come sentinelle vigili e attente.Â
Sì, di questa difficile arte ci parla oggi Gesù, del saper accettare che dentro la storia, e dentro ciascuna delle nostre storie, convivono luci ed ombre, bene e male, grano e zizzania e i confini tra l’uno e l’altra sono indefiniti. Scivolano l’uno nell’altro, a volte giocano tra loro e ci confondono.
Altre volte invece siamo così certi della netta separazione tra queste due parti che ci affrettiamo a erigere muri per evitare contaminazioni, a voler sradicare ed estirpare per allontanare quel che ci fa paura: l’ombra, il male, la debolezza. Il tutto nel mito di un’impossibile purezza, nella illusione che la felicità arriverà quando tutto sarà finalmente perfetto. Problema risolto. A posto con la coscienza.
«Lasciate che crescano insieme», così ci dice invece oggi Gesù, e quel «insieme» mi turba, mi spiazza perché io vorrei vedere solo il grano e quella zizzania messa là , disturba non solo la mia vista, ma l’immagine che ho di me stesso, il mio orgoglio.
Impaziente e precipitoso non riesco a concepire che possano stare insieme, convivere tranquillamente fino al momento della mietitura.
Chiede tempo Dio. Non tocca a me anticipare il giudizio: il tempo del raccolto non è il mio oggi. Al momento giusto poi ogni cosa troverà il suo posto. «Ogni inizio è solo un seguito, e il libro degli eventi è sempre aperto a metà », scrive Wislawa Szimborska: noi vediamo solo una pagina, Dio vede invece che il libro è ancora alla sua metà , che c’è ancora tutto un finale da scrivere.
Ecco perché attende, ecco perché non strappa subito la zizzania. La storia, la mia, quella di ciascuno, per Lui è sempre aperta a metà e per me, per ciascuno, Lui sogna un gran finale.
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