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LA DONNA DELLE BRICIOLE
( Matteo 15, 21-28 )
La madre non conosce la teologia eppure conosce Dio dal di dentro, lo sente pulsare nel profondo delle ferite di sua figlia.
Può sembrare una briciola, può sembrare poca cosa, ma le briciole di Dio sono grandi come Dio stesso. Gesù è come folgorato da questa immagine, si commuove: Donna, grande è la tua fede!
Lei che non va al tempio, che non legge i Profeti, che prega gli idoli cananei, è proclamata grande nella fede. Lei sa che il dolore è sacro, che le lacrime convocano tutta la compassione di Dio; che la persona, con la sua sofferenza, viene prima della religione.
Nel giorno in cui avremo poca fede o troppo dolore, quando verrà, dal fondo dell'essere, solo un gemito senza parole «Ho paura, aiutami, sto affondando», in quel momento Dio si farà vicino come pane per i figli, come briciole per ogni cucciolo d'uomo. «Grande è la tua fede».
Grande è ancora la fede sulla terra, perché grande è il numero delle madri, donne di Tiro, di Sidone, di dovunque, che non sanno il Credo o il catechismo, ma sanno il cuore di Dio. Sanno che Dio ama con cuore di carne, con cuore di madre.
Ci ricorda Einstein: «Il dramma del mondo non è che alcuni fanno il male, ma che la maggioranza non si oppone al male».
Non c'è pace se ci conformiamo a questo mondo; non c'è pace se ci conformiamo alla paura di un amore serio.
Non c'è pace se dimentico che ho un'anima e che l'anima in me è il respiro di Dio, e che questo respiro vale più di tutto il mondo.
Senza di esso sarei niente, polvere e cenere; con esso sono eterno: si spegneranno le stelle prima che io mi spenga.