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Ciò che desiderate per voi fatelo voi agli altri: prodigiosa contrazione della legge, ultima istanza del comandamento è il tuo desiderio.
Il mondo che desideri, costruiscilo.
«Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» (Gandhi).
Ciò che desideri per te, ciò che ti tiene in vita e ti fa felice, questo tu darai al tuo compagno di strada, oltre l'eterna illusione del pareggio del dare e dell'avere.
È il cammino buona della umana perfezione.
Legge che allarga il cuore, misura pigiata, colma e traboccante, che versa gioia nel grembo della vita.
L'uomo ricco è solo,
chiuso nel cerchio murato del suo io,
ossessionato dalla logica dell'accumulo,
con un solo aggettivo nel suo vocabolario:
“mio”,
i miei raccolti,
i miei magazzini,
i miei beni,
la mia vita,
anima mia.
Nessun altro personaggio che entri in scena,
nessun nome,
nessun volto,
nessuno nella casa,
nessuno alla porta,
nessuno nel cuore.
Vita desolatamente vuota,
dalla quale perfino Dio è assente,
sostituito dall'idolo dell'accumulo.
SCEGLIERE LA LEGGEREZZA
La scelta di chi perdona,
di chi non si attacca al denaro,
di chi non vuole dominare ma servire,
di chi non vuole vendicarsi,
di chi apre le braccia e la casa,
diventa precisamente,
inevitabilmente,
divisione,
guerra,
urto
con chi pensa a vendicarsi,
a salire e dominare,
con chi pensa che vita vera
sia solo quella di colui che vince.
Siamo così:
povera gente
ricca solo di amici,
che, per avere ciò che fa vivere,
trova il coraggio di uscire
nel colmo della notte,
di bussare a porte chiuse,
di chiedere
e tornare a chiedere.