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IL DIO ORTOLANO
Sono tre anni che vengo a cercare, non ho mai trovato un solo frutto in questo fico, mi sono stancato, taglialo.
No, padrone! Il contadino sapiente, che è Gesù, dice: «No, padrone, no alla misura breve dell'interesse, proviamo ancora, un altro anno di lavoro e poi vedremo».
Ancora tempo: il tempo è il messaggero di Dio.
Il Dio ortolano ha fiducia in me: l'albero dell'umanità è sano, ha radici buone, abbi pazienza. La pazienza non è debolezza, ma l'arte di vivere l'incompiuto in noi e negli altri.

La luna di Kiev
Chissà se la luna
di Kiev
è bella
come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…
“Ma son sempre quella!
– la luna protesta –
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!
Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto”.

BELLEZZA

Nella luce, che è il primo, il più antico simbolo di Dio. Vivere è la fatica, aspra e gioiosa, di liberare tutta la luce sepolta in noi. Rabbì, che bello essere qui! Facciamo tre capanne.
L'entusiasmo di Pietro, la sua esclamazione stupita: che bello! ci mostrano chiaramente che la fede per essere visibile e vigorosa, per essere pane e visione nuova delle cose, deve discendere da uno stupore, da un innamoramento, da un 'che bello!' gridato a pieno cuore. È bello per noi stare qui.
Esperienza di bellezza e di casa, sentirsi a casa nella luce, che non fa violenza mai, si posa sulle cose e le accarezza, e ne fa emergere il lato più bello.
"Tu sei bellezza", pregava san Francesco, "sei un Dio da godere, da gustare, da stupirsene, da esserne vivi".
È bello stare qui, stare con Te, ed è bello anche stare in questo mondo, in questa umanità malata eppure splendida, barbara e magnifica, nella quale però hai seminato i germi della tua grande bellezza.

TRA DUE AMORI
La tentazione è sempre una scelta tra due amori.
E Gesù risponde allo spirito del male dalla grande fantasia, che non gli angeli, ma «la Parola opera in voi che credete».
Dal deserto di pietre al giardino del sepolcro vuoto, fresco e splendente nell'alba.
E’ questo il percorso della Quaresima.
Non penitenziale, quindi, ma vitale.
Dalle ceneri sul capo, alla luce mattinale di Pasqua.