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CRESIME giovedì 10 giugno 2021, ore 18.00,
2a media, 3a media e 1a superiore
Cari ragazzi e ragazze
Cari genitori
Con la speranza nel cuore di poter ricominciare in presenza e con gradualità le attività pastorali , sono a proporvi la possibilità di celebrare il sacramento della Cresima anche quest’anno. La diocesi ne ha dato la possibilità nei giorni scorsi.
Sono stati mesi di grande sofferenza per tutti a livello globale e certamente anche nel futuro ne porteremo il peso.
Ma la speranza ci sostiene e ci incoraggia.
Per noi cristiani vale sempre quello che ci ha detto Gesù: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.
Lui è la nostra speranza.
Ovviamente la Cresima si celebra ogni anno.
Ecco però alcune informazioni per questo anno:
Ci sostenga la preghiera, la speranza e la fiducia nel futuro.
Un abbraccio cordiale.
il vostro parroco, don lino
2 maggio 2021
IN MAGGIO, OGNI SERA,
DAL LUNEDI' AL VENERDI' ,
ALLE ORE 20.00
RECITA DEL ROSARIO
IN CHIESA
La storia del Santo Rosario
La sua origine si può collocare intorno al IX secolo nei monasteri d’Irlanda, dove i monaci praticavano la recita di 150 Salmi di Davide. La presenza di numerosi gruppi di laici alla ricerca della comunione con Dio portò ad una nuova forma di preghiera più adatta alla loro estrazione culturale, infatti gran parte di loro non sapeva leggere e scrivere: nacque così la recita di 150 Pater Noster al posto dei 150 Salmi.
All’inizio del XII° secolo, si diffonde in occidente la recita del Saluto Angelico (cioè la prima parte dell’Ave Maria, la cui origine è di alcuni secoli prima) al posto dei Pater Noster trasformando il Salterio biblico in un “salterio mariano”, da qui in poi venne chiamato “rosario” recitabile da chiunque.
Il certosino Enrico di Kalkar, nel XIV° secolo, suddivise il salterio mariano in 15 decine inserendo, tra una decina e l’altra, il Padre Nostro. Inoltre in quell’epoca si diffuse la tradizione che il Rosario fu istituito da S. Domenico, fondatore dell’Ordine dei Domenicani, tradizione portata avanti da Alano de la Roche per convertire i non credenti e i peccatori.
Molti sono stati i Papi che hanno scritto documenti sul Rosario, a cominciare da Urbano IV (1261-64) fino a papa Francesco; molti altri, pur non avendo scritto documenti, ne hanno esaltato e raccomandato la preghiera definita “Vangelo in compendio“, “salterio del popolo“, “catena dolce che ci riannoda a Dio“, “preghiera della famiglia e per la famiglia“, “scuola di contemplazione e di meditazione“.
La storia è piena di testimonianze che dimostrano come la preghiera del Rosario abbia accompagnato sia gente comune, che personaggi, artisti e pittori famosi.
In particolare, per evidenziare il grande valore di questo strumento di salvezza, si può osservare l’affresco del Giudizio Universale della Cappella Sistina, dipinto da Michelangelo negli anni 1536-1541, in cui spicca un particolare: uno dei risorti porge con la mano sinistra la corona del rosario ad un uomo e ad una donna per aiutarli a salire in paradiso, aggrappandosi ad essa.
GESU' RISORTO E QUELL'INVITO A MANGIARE ASSIEME A LUI
" Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma "
Allora Gesù pronuncia, per sciogliere paure e dubbi, i verbi più semplici e familiari: “Guardate, toccate, mangiamo insieme! Non sono un fantasma”.
Mi colpisce il lamento di Gesù, umanissimo lamento: non sono un fiato nell'aria, un mantello di parole pieno di vento... E senti il suo desiderio di essere accolto come un amico che torna da lontano, da abbracciare con gioia.
Un fantasma non lo puoi amare né stringere a te, quello che Gesù chiede. Toccatemi: da chi vuoi essere toccato? Solo da chi è amico e ti vuol bene.
Gli apostoli si arrendono ad una porzione di pesce arrostito, al più familiare dei segni, al più umano dei bisogni, ad un pesce di lago e non agli angeli, all'amicizia e non a una teofania prodigiosa.
Lo racconteranno come prova del loro incontro con il Risorto: noi abbiamo mangiato con lui dopo la sua risurrezione (At 10,41). Mangiare è il segno della vita; mangiare insieme è il segno più eloquente di una comunione ritrovata; un gesto che rinsalda i legami delle vite e li fa crescere. Insieme, a nutrirsi di pane e di sogni, di intese e reciprocità.
E conclude: di me voi siete testimoni. Non predicatori, ma testimoni, è un'altra cosa. Con la semplicità di bambini che hanno una bella notizia da dare, e non ce la fanno a tacere, e gliela leggi in viso.
La bella notizia è questa: Gesù è vivo, è potenza di vita, avvolge di pace, piange le nostre lacrime, ci cattura dentro il suo risorgere, ci solleva a pienezza, su ali d'aquila, nel tempo e nell'eternità.