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Da chi altri andremo, Signore?
«Da chi altri andremo, Signore?
Solo Tu hai parole di vita»,
eppur sempre la strada ci porta
a fuggire dal monte del sangue.
Il sepolcro ha pesante la pietra
e il tuo fianco è squarciato per sempre:
come dunque possiamo capire
il mistero, se tu non lo sveli?
Mentre il sole già volge al declino,
sii ancora il viandante che spiega
le Scritture e ci dona il ristoro
con il pane spezzato in silenzio.
Cuore e mente illumina ancora
perché vedano sempre il tuo volto
e comprendano come il tuo amore
ci raggiunge e ci spinge più al largo.
A te, Cristo, risorto e vivente,
dolce amico che mai abbandoni
con il Padre e lo Spirito santo
noi cantiamo la gloria per sempre.
David Maria Turoldo
Quanto a te, madre, un saluto
qui, nerissimo inchiostro su carta.
Sai che acqua limpida di nevaio
mi scorre in fondo al cuore: è la mia
devozione per te, piccola
e immensa fanciulla di Galilea,
poi sposina, poi giovane mamma,
poi sposa e madre sempre più matura
e consapevole e afflitta e coraggiosa,
che tante cose meditava nella sua
cristallina coscienza.
Ti vedo anche dopo,
superate le ore orrende del Golgota,
in compagnia del tuo figlio secondo,
Giovanni, il fedele, il tenero, il genio.
E tu sul mare di Efeso, in attesa di un'ora
che non immaginavi, ma che tu
sola potevi immaginare.
Ora lassù, in una luce che nessuno
concepisce se non vedendola,
non hai perso un filo della tua tenerissima,
ferma, trepida, sorridente maternità.
lo ti parlo, quaggiù, come alla buona
dirimpettaia, come alla suora
mistica e casalinga, alla poetessa
tutta fuoco e sorriso, alla mamma
che capisce e che compatisce tutto.
Sei anche l'unica, la incoronata
regina, la sposa dello Spirito.
Lo so, e ne gioisco. Ma lo eludo
per non intimidirmi.
È il sottofondo
dorato alla tua piana, cara affabilità,
e questa sola mi permette
di parlarti e invocarti
nella mia orgogliosa miseria.
Ne sorridi, signora?
Dimmi che ne sorridi,
o mi metto vergogna.
Italo Alighiero Chiusano
Quali adempimenti sono richiesti dalle norme sul «green pass» relativamente
alle attività parrocchiali?
In base alla ultime disposizioni (Decreto Legge 23.07.2021, Lettera della
Presidenza della CEI 29.07.2021, Ordinanza P.A.T. n. 80 del 02.08.2021), il
green pass NON è richiesto per:
- Celebrazioni e processioni;
- Riunioni del consiglio pastorale e dei gruppi parrocchiali;
- Attività estive organizzate secondo le linee guida provinciali.
A partire dal 6 agosto il green pass è richiesto per:
- Conferenze (es.: incontro aperto a tutti con un esperto o una testimonianza);
- Concerti in chiesa;
- Proiezioni, spettacoli teatrali e concerti in cinema o in teatro o all’aperto;
- Attività di oratorio al chiuso (ludiche, ricreative, manuali, culturali, sportive);
- Attività di ristorazione (ad esclusione di quelle previste nel contesto delle
attività estive organizzate secondo le linee guida provinciali);
- Feste relative a cerimonie religiose e civili.
Come si verifica il green pass?
- Per la verifica del green pass si scarica sul cellulare l’applicazione
“VerificaC19”. L’applicazione funziona anche off line.
- Si avvia la scansione inquadrando il QR Code del green pass: comparirà
una spunta verde (green pass valido) o una “X” rossa (green pass non
valido); entrambe le spunte sono seguite dal cognome, nome e data di
nascita della persona.
NB: L’utilizzo del green pass non sostituisce quanto previsto dai
Protocolli in vigore. Perciò si dovranno rispettare tutte le
misure previste nei singoli casi (mascherina, distanziamento,
igienizzazione delle mani, aerazione degli ambienti, ecc.)
Dalla Curia di Trento, 4 agosto 2021
PROFUMO DI PANE
Il profumo del pane inonda le chiese quando si proclama il brano chiamato la "moltiplicazione" dei pani e dei pesci.
Il profumo del pane è il profumo più buono del mondo perché reca le fragranze della semplicità, anzi dell'essenzialità, del lavoro perché il pane si suda. E di fraternità.
L'odore del pane rende gli invitati una famiglia attorno alla stessa mensa e profuma di condivisione.
Il profumo del pane è profumo antico come un rito della memoria eppure tanto attuale e presente da divenire sostentamento del corpo. Ma anche dello spirito. E sono sicuro che anche il pane moltiplicato da Gesù fosse profumato e croccante come quello appena sfornato.
Fossero stati davvero più di cinquemila, anche quelli più lontani furono conquistati da quel profumo spinto dalla brezza insieme alle parole del nazareno.
Coraggioso forte quel ragazzo che mette in gioco i suoi di pani e i due pesci! Forse si è arreso al fascino di quelle parole estranee eppure così vere o è rimasto conquistato dalla radicalità di quell'annuncio oppure s'è lasciato distrarre dall'io per un attimo e non avere il tempo di pentirsene oppure ha intravisto prima di altri la conseguenza del fidarsi.
Forse semplicemente gli era passata la fame perché aveva l'anima colma? Oggi non siamo più capaci di moltiplicare perché non riusciamo a condividere.
"A chi sa fare la divisione, riesce bene anche la moltiplicazione" – diceva don Tonino Bello commentando questa pagina di Vangelo.
E noi oggi non sappiamo più rischiare i nostri pani e i nostri pesci e, per questa ragione, condanniamo le folle a morire di fame e noi a restare senza profumo di pane.