
Telefono: 0461-922591
Cellulare: 347-4241142
Email: zatelli.lino@gmail.com
SONO QUESTI I TUOI SANTI
E dunque, Signore,
non guardare ai nostri peccati,
ai nostri quotidiani tradimenti,
a tutte queste viltà segrete e palesi,
ma guarda alla fede di tutti i giusti della terra:
ai giusti di qualunque religione e fede,
ai giusti senza nome, silenziosi e umili,
uomini e donne di cui nessuno
ha mai avvertito che neppure esistessero
e invece il loro nome era scritto sul tuo Libro:
gente che incontravamo per via
e neppure salutavamo,
e loro invece ti salutavano
e pregavano per te e tu non sapevi:
qualcuno che abitava in periferia,
altri, nei campi, gente del deserto:
il portinaio di qualche monastero,
una madre, la quale ha solamente dato,
e un altro che è riuscito a perdonare.
Signore, sono costoro che ti rendono gloria
a nome dell’intero creato,
a nome di tutto il genere umano:
moltitudine che mai nessuno riesce a numerare:
Signore, guarda a tutti coloro
che non sanno neppure se esisti
e chi sia il tuo Cristo (forse per causa nostra)
e invece sono vissuti per la giustizia
e la verità e la libertà e l’amore…
per queste cose hanno attraversato
il mare della grande tribolazione:
hanno subito chi la deportazione e l’esilio,
chi le feroci torture e il lungo carcere;
e altri sono stati fatti sparire
come se non fossero mai esistiti
sulla faccia della terra:
bambini, donne e sacerdoti,
e molti, moltissimi uomini del sindacato;
e altri che hanno sopportato
ogni avvilimento e disprezzo
e oblio perfino dalle proprie chiese:
sono essi i tuoi santi
che ora compongono la “mistica rosa”
del tuo paradiso,
uomini e donne a te carissimi
fra gli stessi santi dei nostri calendari:
sono loro a comporre anche la tua gioia,
la grande festa nei cieli.
Amen.


Succede a volte che pregare sembra parlare al vuoto e la giustizia tarda e le forze mancano. Le parole sembrano inutili: nessuna risposta arriva, un silenzio ostinato, un muro che non si riesce a scavalcare. Dio sembra chiuso nei suoi cieli, lontano, inarrivabile, sordo al nostro grido. Succede.
Ed è difficile e doloroso continuare a pregarlo, ci sembra quasi la prova evidente della sua inesistenza, o del suo interessarsi ad altro.
La tentazione è quella del bambino che non ricevendo risposta al suo lamento decide di buttare tutto all’aria, di ammutolirsi nel suo dolore, convinto che non vale la pena continuare a gridare, a credere, a sperare.
Il Vangelo di oggi invece mi dice che sì, vale la pena: perché la mia voce conta. Perché il mio desiderio di vita non è inutile. Perché non sono invisibile.
La piccola vedova di cui ci racconta Gesù, la petulante donnina che non si arrende all’insensibilità del giudice, ci insegna a non abbandonare la lotta, a resistere anche quando la realtà sembra insormontabile. Ci insegna a credere all’impossibile. Ed il suo è un metodo infallibile: lavora ai fianchi il suo avversario, lo sfinisce con le sue richieste, lo infastidisce a tal punto che, pur di non averla più tra i piedi, il giudice alla fine l’accontenta. Per levarsela di torno.
È questa «una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai»: Gesù usa due avverbi di tempo, sempre e mai, per dire di un tempo che non finisce, che non ci sono scadenze; per farci intendere che la nostra preghiera, se davvero è preghiera, è un affacciarsi continuo su Dio, come un balcone sull’infinito, come una finestra aperta sul mare. Non ci vuole levare di torno, Lui, ma saperci vicini e sentirsi amato.
E il vangelo si conclude con una domanda che ci scuote: «Troverà la fede sulla terra?». Non chiede se troverà risultati, ma fiducia. La fede che il Signore cerca è quella della vedova: piccola, testarda, umilmente tenace, la fede che alza lo sguardo, che non si lascia rubare la preghiera che è il suo pezzo di infinito. Lui non tarderà: verrà, e quando verrà troverà in noi un piccolo fuoco ancora acceso, che basta ad illuminare la notte.
«A forza di insistere – scrive Erri De Luca – Dio è costretto a esistere, a forza di preghiere si forma il suo orecchio, a forza di allegria spunta il suo sorriso».

E' STATA DAVVERO
UNA GIORNATA DAVVERO INDIMENTICABILE















