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VIAGGIO BELLISSIMO
GRUPPO STUPENDO
RICORDI MERAVIGLIOSI
NOSTALGIA GRANDE
( SE VUOI STAMPARE UNA FOTO, BASTA SELEZIONARLA E ....VIA )



























Credo che quando la barbarie diventa normalità,
la tenerezza sia l'unica rivoluzione
Credo che la vera gioia sia riuscire a essere parte di un panorama incantevole
pur non essendo altro che un minuscolo granello di sabbia
Credo che la lingua di Dio sia il silenzio e il suo corpo la natura
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico
che cresce ostinato tra le pieghe dell'asfalto
e anche in mezzo a mille difficoltà riesce comunque a farcela
Credo nelle stelle cadenti, quelle che poi si rialzano e vanno avanti
Credo che chi non vive il presente sarà sempre imperfetto,
pure da trapassato, perché la vera sfida è debuttare ogni giorno. Tutto il resto è repertorio
Credo che non sia la bellezza che salverà il mondo,
ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza
Credo nell'amore sprecato, buttato via,
di chi sa donarsi senza chiedere niente in cambio
Credo che alla fine del viaggio non ti sarà chiesto chi sei stato
o quanti soldi hai guadagnato, ma quanto amore,
quanta bellezza c'è in più dopo il tuo passaggio su questa terra
Credo che il compito dell'essere umano sia dare alla luce sé stesso e che la vita sia risurrezione. Togliere le convinzioni che ci tengono chiusi dentro un sepolcro
Credo che non ci sia peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta la scienza, l'intelligenza e la cultura del mondo
resti muta davanti a questo grande mistero in cui tutti siamo immersi,
al miracolo di questa vita che va avanti,
nonostante tutto non si ferma e si trasforma ogni secondo
«Prendi il largo…Sulla tua parola»
Prendi il largo, non ti arenare sulle delusioni, impara ad andare oltre i fallimenti, gli scoraggiamenti, le stanchezze: prendi il largo con me, ti accompagno io, andremo insieme a scoprire cosa c’è un po’ più in là, dove svaniscono i pesi e la barca quasi affonda, dove il mare si unisce al cielo; ti insegnerò a volare…
Sulla tua parola, Signore: non ci capisco niente, sono confuso, ma sento incredibilmente che di Te mi posso fidare, che posso rischiare e darti una possibilità, anche se mi chiedi l’impossibile.
Quasi mi vengono le lacrime agli occhi, ma non nel vedere la barca piena di pesci, ma perché sento che hai azzerato le distanze tra fondo del mare e cielo, tra fallimento e vittoria, tra peccato e perdono. Un po’ mi vergogno di quello che sono.
Ma tu ancora rilanci la mia paura, mi insegni ad andar contro tutte le ragioni di questo mondo, contro la forza di gravità delle mie sconfitte e delle mie disperazioni, che mi trattengono a riva come zavorre e ancore.
Ci tufferemo insieme: le barche sono troppo piccole in questo mare sterminato di donne e uomini stanchi e le reti non bastano, ci vuole la vita da buttare al largo.
Senza criterio alcuno, sulla Tua parola.
